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LEGGE DI BILANCIO-LEGGE RISTORI

Negli ultimi giorni dell’anno, l’attività del Parlamento è stata incessante e sono stati perfezionati due interventi importanti:

1. Conversione in Legge dei Decreti Legge Ristori: di fatto i DL ristori bis ter e quater entrano a far parte del DL Ristori che viene convertito in Legge. Non subentrano rilevanti interventi per il settore cinematografico rispetto a quanto già comunicato. Si allega una dettagliata nota di ConfCommercio che ripercorre gli articoli della conversione.

2. Approvazione Legge di Bilancio.
Qui di seguito i puntI salienti che interessano il settore dell’esercizio cinematografico.

* ART. 1 commi da 109 a 113 (Fondo per le imprese creative)
Viene istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, il Fondo per le piccole e medie imprese creative con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 con l’obiettivo di sostenere le imprese creative, attraverso la concessione di contributi, l’agevolazione nell’accesso al credito e la promozione di strumenti innovativi di finanziamento, nonché altre iniziative per lo sviluppo del settore. E’ disposto che le risorse del Fondo siano utilizzate per:
a) promuovere nuova imprenditorialità e lo sviluppo di imprese del settore, attraverso contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e loro combinazioni;
b) promuovere la collaborazione delle imprese del settore creativo con le imprese di altri settori produttivi, in particolare quelli tradizionali, nonché con le Università e gli enti di ricerca, anche attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto in forma di voucher da destinare all’acquisto di servizi prestati da imprese creative ovvero per favorire processi di innovazione;
c) sostenere la crescita delle imprese del settore anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle start-up innovative di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 179 del 2012 e delle PMI innovative Commi 109-113 115 di cui all’articolo 4 del decretolegge 24 gennaio 2015, n. 3, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali;
d) consolidare e favorire lo sviluppo dell’ecosistema del settore attraverso attività di analisi, studio, promozione e valorizzazione. La norma fornisce la definizione di “settore creativo” come il settore che comprende tutte le attività dirette allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative e, in particolare, quelle relative all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, all’artigianato artistico,all’audiovisivo, compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, al software, ai videogiochi, al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo, all’editoria, alla radio, alle arti visive, alla comunicazione e alla pubblicità. Si demanda ad un decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il compito di dettare le norme di attuazione, con particolare riferimento alla ripartizione delle risorse, ai criteri per la concessione delle agevolazioni, alla definizione delle iniziative ammissibili, alle forme di aiuto nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, all’individuazione dei codici ATECO che classificano le attività dei settori creativi, per cui accanto alla definizione descrittiva prevista dalla norma interverranno indicazioni tecniche delle tipologie di imprese coinvolte.

ART. 1 commi da 299 a 308 e da 312 a 314 (Interventi di integrazione salariale con causale Covid19 e sgravi contributivi per i datori di lavoro che non richiedono gli interventi di integrazione salariale)
E’ prevista la concessione di ulteriori periodi di trattamento, con riferimento agli ammortizzatori sociali ordinari di integrazione salariale, agli assegni ordinari di integrazione salariale e ai trattamenti di integrazione salariale in deroga, già riconosciuti secondo una disciplina transitoria, posta in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Questi ultimi vengono ammessi, in relazione ai casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, nella misura massima complessiva di:
* dodici settimane, relative al periodo 1° gennaio 2021 – 31 marzo 2021, per i trattamenti ordinari di integrazione salariale;
* dodici settimane, relative al periodo 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021, per gli assegni ordinari di integrazione salariale (commi 300 e 303), sia per quelli dei Fondi di solidarietà bilaterali istituiti presso l’INPS sia per quelli dei Fondi di solidarietà bilaterali cosiddetti alternativi;
* dodici settimane, relative al periodo 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021, per i trattamenti di integrazione salariale in deroga (comma 300).
Viene previsto, inoltre, in favore dei datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo, un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di 8 settimane, fruibile entro il 31 marzo 2021 e a condizione che i medesimi datori non richiedano i suddetti interventi di integrazione salariale. L'esonero è attribuito nei limiti delle ore di integrazione salariale riconosciute nei mesi di maggio e giugno 2020 ed è, entro tale ambito, riparametrato ed applicato su scala mensile. Il beneficio è concesso per un periodo aggiuntivo rispetto a quello eventuale di godimento dello sgravio omologo concesso da norme precedenti. Il riconoscimento dello sgravio è subordinato all'autorizzazione della Commissione europea (comma 308).

ART. 1 commi da 309 a 311 (Disposizioni in materia di licenziamento)
I commi da 309 a 311 estendono fino al 31 marzo 2021 il periodo entro il quale resta preclusa ai datori di lavoro la possibilità di avviare le procedure di licenziamento collettivo e di esercitare la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, salvo specifiche eccezioni. Sono, altresì, dichiarate sospese di diritto, con alcune eccezioni, le procedure di licenziamento già avviate successivamente al 23 febbraio 2020 e le procedure già avviate inerenti all’esercizio della facoltà di recesso dal contratto per giustificato motivo oggettivo.

ART. 1 comma 576 (Card Cultura per i diciottenni)
La Carta elettronica per studenti APP18 è nuovamente finanziata con 150 milioni di euro per l’anno 2021, utilizzabile per l'acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale, musica registrata, prodotti  dell'editoria audiovisiva, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali nonché per sostenere i costi relativi a corsi di musica, di teatro o di lingua straniera, consentendone la fruizione anche da parte dei soggetti che compiono 18 anni di età nel 2021. Viene, inoltre, esteso l’utilizzo della card anche per abbonamenti a periodici.

ART. 1 commi 583 e 584 (Interventi per il settore del cinema e dell’audiovisivo)
I commi 583 e 584 recano disposizioni volte a sostenere il settore del cinema e dell’audiovisivo. In particolare, 
* incrementano le risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo portando la dotazione base da 400M a 640M; 
* innalzano le aliquote massime del credito d'imposta riconosciuto a imprese di produzione, imprese di distribuzione e imprese italiane di produzione esecutiva e di post-produzione.
* stabilizzano alcune disposizioni recate, per il 2020, dal D.L. 34/2020 (L. 77/2020), finalizzate a introdurre maggiore flessibilità nella determinazione delle risorse destinate ai crediti di imposta, anche in deroga alle percentuali previste a regime.

ART. 1 commi 585 e 587 (Trasformazione Istituto Luce Cinecittà srl in Società per Azioni) A decorrere dal 1° gennaio 2021, l’Istituto Luce Cinecittà Srl è trasformato nella società per azioni Istituto Luce Cinecittà Spa, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo all’Istituto Luce Cinecittà Srl alla medesima data. Le azioni dell’Istituto Luce Cinecittà Spa sono attribuite al Ministero dell’economia e delle finanze. I diritti dell’azionista sono esercitati dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze.L’Istituto Luce Cinecittà Spa è amministrato da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, di cui due designati dal Ministro dell’economia e delle finanze, uno dei quali con funzioni di presidente, designato d’intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, e tre, uno dei quali con funzioni di amministratore delegato, designati dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Alla data del 1° gennaio 2021 il capitale dell’Istituto Luce Cinecittà Spa è pari alla somma del netto patrimoniale risultante dal bilancio di chiusura dell’Istituto Luce Cinecittà Srl alla data del 31 dicembre 2020. Per l’anno 2021, il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad aumentare il capitale sociale dell’Istituto Luce Cinecittà Spa di un importo pari a 10 milioni di euro. 
Si allegano alla presente i decreti direttoriali.

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