ANEC

Cuciniello: “Lascio un’ANEC con i conti a posto e nuove prospettive”

23/11/2017

Con l’elezione del nuovo presidente ANEC si è concluso il mandato triennale di Luigi Cuciniello alla guida dell’ANEC. «Sono stati anni intensi e difficili», afferma Cuciniello. «Abbiamo agito su diverse emergenze maturate nel tempo, interne ad ANEC ed esterne come i rapporti con la distribuzione. Senza contare il lavoro che ha portato prima alla nuova legge cinema e poi ai decreti attuativi. Ma il primo risultato è stato mettere in sicurezza l’associazione e le società di servizio a essa collegate dopo anni di sofferenza, grazie a un controllo dei costi di gestione. Strategici, in questo senso, la revisione del rapporto con Zurich e l’accordo con la SIAE sulla riduzione dei PDM, fermi da oltre sessant’anni. Ora si può guardare al futuro con maggior serenità e progettualità». Tra i risultati del triennio 2014-2017, Cuciniello accenna al rimborso prioritario del crediti Iva, «che ha consentito alle sale di recuperare il disallineamento strutturale tra Iva a credito e Iva a debito che portava molte nostre aziende ad essere in difficoltà economica, l’inserimento della materia cinema nel progetto governativo della Buona Scuola e la nuova normativa sulla concorrenza che ha accresciuto i poteri dell’Antitrust e che ora può agire anche su eventuali posizioni dominanti riguardanti tutto il mercato cinematografico italiano. Quanto alla legge cinema e ai suoi decreti, ANEC ha interloquito con Ministero e DG Cinema lavorando insieme ad AGIS, FICE e ACEC, «ribaltando – spiega Cuciniello – la logica dei contributi uguali per tutti e ottenendo un sostegno prioritario per le piccole e medie imprese indipendenti. La legge destina alla ristrutturazione del parco sale esistente 16 milioni di euro all’anno, cui si aggiungono i 120 milioni del piano quinquennale straordinario: ossigeno per il nostro settore, dopo anni di indifferenza e distanza della politica».

Tra le pagine meno felici dell’ultimo triennio, sicuramente il rapporto con un mercato con troppe incongruenze. Se la produzione italiana vive un momento di debolezza preoccupante, le scelte della distribuzione sono ancora contraddittorie: «Non si riesce a programmare una stagione di cinema con razionalità: assistiamo ancora ad assurdi periodi di sovraffollamenti di titoli, tra l’autunno e Natale soprattutto, e altri incredibilmente in cui le sale sono abbandonate a se stesse, senza prodotto adeguato. Un problema che colpisce tutti i soggetti, non solo i cinema: ma non sembra essere colto nella sua gravità».  Lasciando la presidenza ANEC, Cuciniello non si nasconde anche gli ostacoli interni che hanno reso difficile il suo lavoro: «Il ruolo associativo in generale è in crisi e ha come oggetto centrale il tema della rappresentanza. Gli esercenti devono ritrovare unità; la forza politica dell’associazione, per essere tradotta in atti concreti, ha bisogno di un atteggiamento unitario da parte di tutti, mediando tra le differenti posizioni all'interno e presentandoci uniti e credibili all'esterno. Soprattutto quando la situazione è difficile. In vari frangenti, non c’è stata la capacità, da parte di diversi soggetti, di fare un passo indietro per far prevalere gli interessi dell’associazione e dell’esercizio. È mancata una visione d’insieme. Ma è un problema che riguarda tutto il settore. Auspico che nei prossimi anni ANEC dimostri maggior coesione, al suo interno e con le altre sigle cinematografiche, per svolgere con efficacia la sua azione politica e nel mercato».