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FRANCIA: OBBLIGHI DI INVESTIMENTO PER LE PIATTAFORME

05/07/2021

I servizi streaming come Netflix, Amazon e Disney+ dovranno investire in Francia tra il 20 e il 25% dei ricavi nella produzione di contenuti nazionali, in base al decreto presentato dal governo francese in attuazione (primo paese UE) della Direttiva sui Servizi Media Audiovisivi (AVMS). Gli streamer devono dedicare il 25% dei ricavi annui in Francia per accedere ai film fino a 12 mesi dopo la loro uscita in sala, invece dell'attuale finestra di 36 mesi. I servizi che scelgono di investire il 20% delle loro entrate avranno accesso ai film non meno di 12 mesi dopo l’uscita in sala. Netflix ha affermato che punta a investire il 20% e sta cercando di ottenere una finestra di 12 mesi. I dettagli sono stati discussi separatamente e, in caso di mancato accordo tra le parti, il governo regolamenterà le window. Parallelamente, le parti devono firmare una convenzione con il CSA che fissi i nuovi obblighi di investimento.

Gli streamer dovranno dedicare l'80% del 20% investito ad opere audiovisive come serie e documentari, il restante 20% (o il 4% del fatturato totale in Francia) a film che usciranno nelle sale. Secondo le proiezioni di Netflix per il fatturato 2023, quel 4% ammonterebbe a 40 M€, di cui 30 per produzioni indipendenti. Netflix punta a lanciare questi film 12 mesi dopo l’uscita in sala e ad avere 12 mesi di esclusività sulla piattaforma, senza alcun limite alla durata dei diritti Netflix per le produzioni indipendenti. Ma l'investimento previsto non è considerato sufficiente dagli organismi del cinema: “Canali in chiaro come M6 o TF1, per nulla specializzati in film e serie, stanno investendo il 3,2% nel cinema francese e si posizionano a 22 mesi, perché Netflix dovrebbe ottenere 12 mesi di finestra con un investimento di appena il 4%?”, ha detto un produttore. Si sta anche discutendo una clausola di diversità per far investire in film con budget differenti. Netflix cerca di finanziare 15-20 film l'anno, piuttosto che distribuire le risorse su troppi titoli. Finora, Netflix ha posseduto i diritti globali, ad esempio con Lupin, lasciando i produttori senza alcun vantaggio dal successo internazionale delle serie.                       

(Variety)