ANEC

Pirateria, 686 milioni di danni nel 2016

06/06/2017

Secondo una ricerca condotta a dicembre 2016,  il 39% di adulti italiani lo scorso anno ha commesso almeno un atto di pirateria audiovisiva con la fruizione illecita di film o serie e programmi tv. Quasi 669 milioni di atti di pirateria complessivamente compiuti (56% di film, 23% di serie e 21% di programmi televisivi), per danni all’industria audiovisiva dell’ordine di 686 milioni di euro. Tra questi adulti, il 62% ha un titolo di studio mediamente elevato (diplomati o laureati). Sono alcuni dei dati della ricerca condotta da Ipsos per Fapav, presentati ieri a Roma.

Lo studio ha preso in esame, tramite interviste, 1400 persone dai 15 anni in su e 200 ragazzi tra i 10 e i 14 anni (campione con tassi di pirateria che salgono attorno al 50%): dal 2010 – anno della precedente ricerca – sono saliti al 78% gli atti di pirateria digitale (download, streaming, ricezione di copie digitali non originali), mentre sono calati dell'81% l'acquisto di Dvd e Blu-ray contraffatti. Cala leggermente la pirateria dei film (dal 37% del 2010 al 33%), su una base però complessivamente molto forte, mentre aumenta quella delle serie tv (dal 13% del 2010 al 22% del 2016) e anche dei programmi televisivi (dall'11% al 19%). Inoltre, solo un pirata su quattro crede di compiere «un gesto grave»; l'82% è a conoscenza del fatto che la pirateria sia un reato ma il 57% ritiene improbabile essere scoperto o sanzionato. Si stima in 1,2 miliardi di euro il danno complessivo all'economia italiana, con una perdita di 427 milioni di Pil e 6540 posti di lavoro. E di fronte all’azione di contrasto più efficace, ovvero l’oscuramento dei siti on line pirata, il 31% ha cercato almeno una volta alternative lecite e il 92% è disponibile a utilizzarle.