ANEC

Le difficoltà delle sale in Umbria

14/12/2016

Le difficoltà delle sale cinematografiche prima e dopo il terremoto. Era questo l’argomento di un incontro che si è svolto ieri a Perugia tra un gruppo di associati ANEC, guidati dal presidente Piero Sacco e dal segretario Luca Sabatini, con il presidente nazionale Luigi Cuciniello. All’incontro, cui doveva partecipare anche l’assessore alle Attività Culturali della Regione Umbria Fernanda Cecchini (assente perché indisposta), ha presenziato nella prima parte anche il funzionario dell’assessorato, dottor Baldissera Di Mauro. «Dare tutta l’attenzione possibile alle piccole e medie imprese è una priorità della nostra associazione» ha affermato il presidente Cuciniello. «Queste occasioni di confronto sono importanti per tenere i collegamenti con l’associazione nazionale, perché – tra impegni politici e organizzativi – non si perda  di vista il contatto altrettanto importante con le realtà sul territorio».

Il presidente regionale Piero Sacco ha sottolineato, insieme ai vari associati intervenuti, i problemi con la distribuzione per la difficoltà di accesso al prodotto e per le condizioni imposte di frequente (come onerosi minimi garantiti e mancata possibilità di fare la multiprogrammazione), ma anche la necessità di un forte rapporto con gli enti locali per sostenere le strutture cinematografiche, nella loro valenza di presidi culturali e sociali, e le importanti attività realizzate, «per esempio il lavoro con le scuole e per avvicinare i giovani al cinema, con il progetto “Schermi tutti” (con una card che permetterà di fidelizzare i giovani spettatori e di acquisire informazioni di profilazione sugli utenti». In particolare Sacco ha sottolineato la necessità di una legge regionale, che renda stabili politiche di attenzione e sostegno.

Sul tema Baldissera Di Mauro, che  ha rimarcato come le sale cinematografiche siano « elemento fondamentale per la vita sociale delle città», ha ricordato che la Regione lavora a una legge organica su tutto lo spettacolo (spettacolo dal vivo, audiovisivo, archivi), che è già in fase di elaborazione ma è aperta a suggerimenti (forte, in questo senso, la richiesta degli esercenti umbri di scorporare le politiche cinematografiche); è possibile che venga emanata già a febbraio. Inoltre, è previsto un bando a favore delle imprese culturali e creative, a partire dai finanziamenti dei programmi comunitari, con una dotazione di quasi tre milioni, che sarà attivato nei primi mesi del 2017. A Di Mauro, Cuciniello ha chiesto un sostegno diretto alle piccole sale soprattutto dei centri storici che, gravate da costi e tassazioni troppo alte, rischiano seriamente la sopravvivenza: «Se si vogliono salvare questi presidi culturali, gli enti locali devono sostenerli; magari con premialità  a seconda dei progetti e delle attività svolte, e delle dimensione delle imprese. Senza un investimento diretto le piccole sale rischiano di sparire». 

L’Umbria, come noto, è stata anche colpita dai recenti eventi sismici; una tragedia, che l’accomuna ad altre regioni su cui ANEC si sta attivando per sensibilizzare enti locali e distribuzione a venire incontro alle imprese, che oltre alle perdite di vite umane, di beni storici artistici e di strutture residenziali e imprenditoriali, sta generando una diffusa paura a rimanere negli spazi chiusi, con drammatiche contrazioni delle presenze. Sul tema Di Mauro ha accennato a possibili misure straordinarie, soprattutto su attrezzature e ristrutturazioni; non sembrano previsti il sostegno per “danni indiretti”, ma l’associazione a livello regionale e nazionale vuole approfondire e seguire la questione.

Nella parte finale dell’assemblea, riservata al confronto degli esercenti con il presidente Cuciniello (che ha aggiornato su alcuni passaggi della legge cinema, per la quale si sta lavorando ai decreti attuativi), sono state ulteriormente focalizzate le urgenze dell’esercizio locale sui temi emersi nell’incontro. Cuciniello ha invitato gli esercenti umbri a continuare queste occasioni di confronto interno, per far emergere problemi e rafforzare posizioni di affronto unitarie, e garantito l’attenzione degli uffici nazionali dell’associazione nel sostegno sui temi in cui ANEC può attivarsi o sensibilizzare gli interlocutori, dalle istituzioni alla distribuzione.