ANEC

Bud Spencer, l’eroe del cinema popolare

28/06/2016

La scomparsa di Bud Spencer non può che essere l’occasione di un omaggio a un eroe del miglior cinema popolare. Quando la produzione italiana riempiva le sale con film per tutti gli spettatori, bambini e ragazzi compresi. Furono loro, negli anni 70, ad adottare come beniamini quei due attori dai nomi esterofili e dai caratteri italianissimi (il gigante burbero ma dal cuore d’oro e lo sbruffone affascinante). La coppia formata da Bud Spencer con l’inseparabile Terence Hill nasce alla fine degli anni 60, dopo la “prima vita” di Carlo Pedersoli (nuotatore, autore di canzoni, comparsa o attore in film come Quo vadis? e Un eroe dei nostri tempi di Mario Monicelli). Li unisce un western all’italiana, Dio perdona… io no! di Giuseppe Colizzi (1967), seguito da altri due film dello stesso regista, I quattro dell'Ave Maria (1968) e La collina degli stivali (1969). Western spaghetti, ma western veri. Chi intuisce che quei due potevano funzionare in una chiave diversa, mixando il western con la commedia dove le pistole lasciano spazio a sberle e sganassoni, fu Enzo Barboni, in arte E.B. Clucher, che li dirige in due successi clamorosi come Lo chiamavano Trinità (1970) e il successivo Continuavano a chiamarlo Trinità (1971): quest’ultimo, con quasi 15 milioni di biglietti staccati, è uno dei film italiani più visti di sempre. Seguiranno altri campioni di incassi come … più forte ragazzi! (1972), … altrimenti ci arrabbiamo! (1974), Porgi l'altra guancia (1974), I due superpiedi quasi piatti (1977), Pari e dispari (1978), Io sto con gli ippopotami (1979).

Bud Spencer ottiene successo anche da solo, sempre come eroe manesco dal cuore d’oro, per esempio con la serie di quattro film inaugurati da Piedone lo sbirro (1973), poi tra gli altri Anche gli angeli mangiano fagioli (1973), Lo chiamavano Bulldozer (1978), Banana Joe (1982), Superfantagenio (1986). Mentre torna in coppia con Terence Hill nella prima metà anni 80, con altri successi: due film di Sergio Corbucci (Chi trova un amico trova un tesoro e Miami Supercops) e due di E.B. Clucher (Nati con la camicia e Non c’è due senza quattro). In seguito Bud Spencer si dedicò soprattutto alle fiction televisive. L’ultimo ruolo in un film importante, nel 2003, in Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi.

Come tanti suoi spettatori, che lo ricordano con affetto sui social network, anche l’Anec – che gli consegnò un premio speciale alla carriera nelle Giornate di Firenze 1998, a seguito della sua partecipazione al campione di incassi Fuochi d’artificio di Leonardo Pieraccioni – ringrazia Bud Spencer per aver contribuito a rallegrare generazioni di spettatori, nella chiave di un cinema sanamente popolare.