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FERRERO (ANEC LAZIO): RIVEDERE LA POLITICA FISCALE PER L'ESERCIZIO

06/11/2015

I Cinema di Roma e del Lazio, come accade in tutta Italia, attraversano una fase di profonda difficoltà, aggravata dalla crisi che limita i consumi culturali, dagli onerosi costi legati alla gestione e all’innovazione tecnologica e dalla pesante e spesso iniqua pressione fiscale.

Negli ultimi anni il comparto è stato duramente colpito dall’inasprirsi delle imposte locali, sia di IMU e TASI, con importi triplicati rispetto alla vecchia ICI, che rispetto alla Tariffa sui Rifiuti. ANEC Lazio è intervenuta direttamente su Roma Capitale, ottenendo nel 2013 una limitazione dell’aliquota IMU al 7,6 per mille per tutte le tipologie di strutture destinate a cinema ma, nonostante numerose sollecitazioni ai Sindaci delle altre Città del Lazio, la maggior parte dei Comuni in Regione applicano ancora l’aliquota massima del 10,6 per mille. In questi ultimi anni molti cinema, presidi unici per la crescita della nostra identità culturale e centri di aggregazione sociale, nonostante gli sforzi profusi, hanno cessato la loro attività o rischiano di chiudere nei prossimi mesi, con effetti negativi, sia in termini di decadimento socio–culturale, che dal punto di vista economico-occupazionale.

Essendo consapevoli delle problematiche in cui versano le Amministrazioni locali, non chiediamo interventi assistenziali ma l’abbattimento della tassazione locale, insostenibile rispetto alla tipologia delle nostre strutture, penalizzate dal fatto di avere grandi superfici (essenziali per la peculiare attività e per i vincoli previsti da norme di prevenzione e sicurezza) in un contesto generalizzato di crisi economica e di bilanci costantemente in perdita. Nelle ultime settimane, la Presidente della Commissione Cultura di Roma, Michela Di Biase, aveva proposto l’esenzione totale della IUC (l’imposta unica comunale che racchiude IMU, TASI e TARi) per i cinema e i teatri, ma le vicende politiche in atto a Roma hanno purtroppo rinviato l'iter del provvedimento.

Tuttavia, oltre alla riduzione della pressione fiscale, le problematiche che investono l’esercizio richiederebbero altri interventi urgenti sul fronte delle semplificazioni amministrative e burocratiche, oltre ad opportuni adeguamenti della normative urbanistiche, funzionali entrambe al rilancio e allo sviluppo del sistema sale cittadino. L’insieme di queste proposte, rivendicate da ANEC Lazio e condivise dai Produttori AGPCI e Distributori ANICA oltre che dagli Autori ANAC, permetterebbe di rallentare il processo di impoverimento del territorio, riconoscendo la funzione strategica dei Cinema, sia sotto il profilo socio-culturale che in termini economico-occupazionali e garantendo, allo stesso tempo, una prospettiva di sviluppo complessivo e di rigenerazione urbana con rilevanti benefici anche in tema di sicurezza e di contrasto al degrado. Nell’attuale contesto economico, per garantire la sopravvivenza ed il rilancio del sistema Cinema complessivo, dovrebbero essere messi in atto piani di sviluppo, ampliamento e diversificazione delle funzioni, adeguamenti sull'innovazione tecnologica, ricorrendo anche ad attività di servizio e supporto al pubblico, in un quadro generale d’incentivi agli investimenti.

Tutto ciò, nell’intento di evitare la chiusura dei cinema esistenti e al tempo stesso consentire la realizzazione di strutture di nuova concezione, che siano in grado di competere in maniera più dinamica ed efficace nel mercato. Al contrario, soprattutto a Roma si assiste alla paradossale situazione in cui da un lato, si riserva grande attenzione al tema dei cinema chiusi arrivati ormai a quota 42 (America, Palazzo etc.) per i quali le istituzioni "pretendono" la riattivazione e impongono vincoli a salvaguardia delle attività; dall’altro, persiste un evidente disinteresse per il destino dei cinema attivi, costretti all’agonia e senza alcuna traccia di politiche culturali organiche, concrete ed efficaci in materia.

Tale premessa dovrebbe quindi imporre scelte politiche coraggiose e coerenti, che non siano ispirate alla consueta demagogia, ma che trovino attuazione nelle diverse amministrazioni locali soprattutto a partire dal Legislatore che nelle prossime settimane potrebbe dare un segnale concreto attraverso la Legge di Stabilità. Non è sufficiente fare barricate o gridare allo scandalo se un cinema o un teatro chiudono; urge che la politica dimostri seriamente quali strumenti ed interventi intende destinare alla salvaguardia di questi luoghi e l'idea di esentare i Cinema ed i Teatri dall'IMU testimonierebbe una reale volontà di riconoscerne il ruolo e la funzione sociale che questi luoghi svolgono nell'interesse dell’intera collettività. 

Giorgio Ferrero, Presidente ANEC LAZIO