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IL PARLAMENTO CATALANO APPROVA UNA TASSA PER IL CINEMA

28/11/2014

Un’ampia maggioranza del Parlamento catalano ha approvato la legge denominata “tassa del cinema”: si prevede un’imposta per gli operatori delle telecomunicazioni a sostegno del settore audiovisivo. Con il prelievo di una quota fissa di 0,25 euro al mese per ogni connessione ADSL (telefonia fissa e mobile), si punta a raccogliere 20,5 milioni di euro l’anno da destinare all’industria audiovisiva

Il Consigliere alla Cultura Ferran Mascarell ha dichiarato che ci saranno evidenti benefici per tutti i settori, incluse le imprese di animazione, la fiction, i documentari e indirettamente la musica: “è un passo da gigante, la più importante misura di sostegno alla cultura in Catalogna negli ultimi 25 anni”. Il provvedimento è già in vigore e produrrà effetti da gennaio 2015, tuttavia ci sarà bisogno di un regolamento. “Una eccellente notizia”, ha commentato PROA, l’associazione dei produttori audiovisivi catalani. Il settore confida di partecipare attivamente alla redazione del regolamento. Alla votazione finale, il Partito Popolare e Ciutadans, dapprima contrari al testo, si sono astenuti. La deputata del PP Alicia Alegret ha criticato la nuova imposta, che dovrà essere pagata soltanto dai catalani e non dagli altri cittadini spagnoli, prevedendo conseguenze sulla ricerca tecnologica da parte delle compagnie telefoniche. José Manuel Villegas (C's) ha motivato la contrarietà del suo partito con l’incertezza su chi pagherà effettivamente l’imposta, se le imprese o i consumatori attraverso l’aumento del costo di connessione alla rete.

Uno dei punti chiave del regolamento è la forma concreta di riscossione della tassa e quale organo sarà incaricato (Agenzia Tributaria, Dipartimento Cultura o un nuovo organismo). Ametic, che raggruppa le società di settore, ha annunciato che non resterà con le mani in mano, non escludendo azioni giudiziarie: si reputa che la misura pregiudichi le società che operano in Catalogna (Ono, Orange, Vodafone e Telefónica) in quanto si somma ad altre imposte già versate: lo 0,9% degli introiti per finanziare la RTVE (la tv pubblica spagnola) e il 5% destinato a finanziare le produzioni audiovisive nazionali ed europee.

(CineNotes - El Pais)