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PUBBLICITA' SUI SITI PIRATA: PARTE LA CONTROFFENSIVA

13/06/2014

E' stato presentato a Roma il Protocollo d'Intesa per il contrasto alla pirateria in Internet, grazie alla collaborazione tra IAB Italia (Interactive Advertising Bureau), Fpm (Federazione Pirateria Musicale) e Fapav.
Il Protocollo si propone di adottare un meccanismo di autoregolamentazione per bloccare l’inserzione pubblicitaria sui siti illegali, consentendo di tutelare l’industria dei contenuti e il mercato della pubblicità online. A confermare l’impatto economico negativo della pubblicità sui siti illegali la presentazione di Enzo Mazza, presidente di Fpm: il fatturato aggregato di un panel di 596 siti è stimato in 226,7 milioni di dollari con un profitto medio dell’83%. Di questi siti, i 45 più grandi, cioè il 7,6% del totale, rappresentano il 62,5% dei ricavi, che oscillano tra 3 milioni e 100 mila dollari nei casi più clamorosi, secondo la ricerca Digital Citizens Alliance (digitalcitizensactionalliance.org).
Il Protocollo (o "Memorandum of Understanding") intende promuovere una strategia coordinata contro la possibilità, per i siti illegali, di ottenere investimenti pubblicitari. Enzo Mazza lo ha definito ”un mercato nero della pubblicità che fa fruttare importanti profitti a queste organizzazioni criminali. Questo accordo è quindi un passo importante che coniuga l'azione di enforcement della GdF, e di Agcom in sede amministrativa, con un'azione di "follow the money" utile a mettere in difficoltà le piattaforme illecite. Oggi bisogna lavorare e sostenere i modelli di business legali sull'offerta di musica online, che già rappresentano un terzo del mercato musicale, e l'intesa sottoscritta va appunto in questa direzione”.
Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale Fapav, ha sottolineato l'importanza del Protocollo per la tutela dei contenuti creativi: “Fapav è felice di essere parte attiva di questo accordo che ha il principale obiettivo di andare a colpire una delle principali fonti di guadagno dei siti pirata, ossia la pubblicità. L’intesa con IAB rappresenta un’opportunità concreta per contrastare efficacemente il problema della pirateria audiovisiva e va ad aggiungersi a quanto recentemente implementato nel nostro paese in tema di tutela dei contenuti grazie all’avvio del Regolamento AgCom”.