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DALLA FRANCIA OTTIMISMO PER LA RIPARTENZA: I FILM FRANCESI SOLO AL CINEMA

08/11/2020

Gli esercenti e i distributori francesi mirano a una rapida ripartenza quando i cinema potranno riaprire. Durante il primo blocco, durato quasi tre mesi, molti distributori francesi avevano intrapreso la strada dello streaming, optando per i servizi VOD o, in alcuni casi, le piattaforme come Amazon (così Pinocchio di Matteo Garrone) o Netflix. Stavolta distributori chiave come Gaumont, StudioCanal e Le Pacte, che avevano film in programmazione al momento della chiusura del 29 ottobre, hanno dichiarato che i loro film torneranno in sala al momento della riapertura. Tra questi Adieu les cons di Albert Dupontel, DNA di Maiwenn (selezionato da Cannes e acquistato da Netflix per molti territori), l’animazione Petit vampire di Joann Sfar, 30 jours max di Tarek Boudali. “I distributori in Francia si sono impegnati a distribuire i loro film nelle sale perché il numero di spettatori parla da solo. Durante la settimana che ha portato alla chiusura, abbiamo venduto 3 milioni di biglietti nonostante la pandemia, il coprifuoco alle 21 e la quasi assenza di film americani", ha affermato Richard Patry, presidente della federazione dei cinema francesi. “Eravamo al 50% dei biglietti abituali, che corrisponde alla consueta quota di mercato dei film francesi, a sottolineare il dinamismo degli spettatori in Francia, l'ampiezza e la diversità dell’offerta nazionale ed europea e l'appetito del pubblico”.

Il blocco dovrebbe terminare in linea di principio il 1° dicembre, ma la maggior parte prevede che non verrà revocato prima della fine dell'anno. Ciò nonostante, i distributori restano fedeli alla sala: Gaumont, ad esempio, distribuirà nei cinema Aline di Valerie Lemercier, ispirato alla vita di Celine Dion, mentre ad aprile aveva venduto a Netflix Bronx di Olivier Marchal. Anche gli esercenti hanno un diverso atteggiamento. "La volta scorsa abbiamo chiesto al governo un mese di preavviso per prepararci a riaprire tutti insieme, stavolta il rilancio sarà coordinato più rapidamente”. Patry aggiunge che la ripresa a giugno è stata particolarmente lenta perché i distributori esitavano a far uscire i film, nell’incertezza che il pubblico fosse pronto a tornare al cinema.

Fino a Tenet avevamo molti vagoni ma nessuna locomotiva, stavolta ci sentiamo più ottimisti e nessuno commetterà gli stessi errori", ha detto Patry, che spera che i cinema possano riaprire in tempo per le vacanze di Natale.  Solo a novembre le perdite ammontano a circa 150 milioni di euro. Prima dell'inizio della seconda ondata, il governo ha annunciato un fondo da 50 milioni che copre le perdite al botteghino, e un altro da 34,3 milioni per aiutare i cinema a restare a galla. Patry ritiene che questi schemi dovrebbero essere aumentati ed estesi di fronte all'attuale chiusura. C’è poi il problema degli affitti, che non è coperto da alcun sostegno: sebbene le autorità locali siano tradizionalmente rimaste fuori dalle negoziazioni contrattuali tra proprietari e affittuari, la FNCF sta discutendo con i ministeri delle finanze e dell'economia per ottenere una revoca parziale o totale degli affitti durante la chiusura ed eventualmente istituire un fondo di solidarietà.    (Variety)