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CELLULOID JUNKIE: NESSUN CASO DI COVID DOVUTO AL CINEMA NEL MONDO

21/10/2020

Celluloid Junkie ha pubblicato le risultanze di uno studio da cui emerge che non un singolo caso di Covid-19 in tutto il mondo può essere ricondotto a un cinema, multiplex o spazio pubblico adibito a cinema.

Sin dalle prime chiusure lo scorso febbraio in Cina, la rivista ha preso in considerazione tutti i dati e le notizie relative al Covid-19. Lo studio riflette sul fatto che la decisione di aprire o meno i cinema sono basate sulla politica più che sulla scienza, citando come esempio il fatto che a New York sono aperte chiese e piste di bowling, nonostante sia stata dimostrata la correlazione tra focolai e l’attività di ristoranti, locali notturni, bar, chiese. L’analisi dei dati sul monitoraggio e la rintracciabilità di casi di covid-19 relativi ai cinema ha utilizzato una serie di strumenti come: gli avvisi di Google News giornalieri e l’utilizzo di Google Translate; contatti costanti con gli organismi dell’esercizio (UNIC, NATO, MTAC, Global Cinema Federation, SAWA e altri); rapporti con centinaia di circuiti, esercenti e dirigenti attraverso una serie di piattaforme (email, LinkedIn, Twitter, Zoom ecc.); interviste e conversazioni con figure leader dell’industria.

Lo studio conferma l’assenza di contagi nei paesi dove i cinema non hanno mai chiuso completamente, ovvero Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Svezia. Per la Corea del Sud si cita uno studio della Commissione per la gestione della sicurezza dell’industria cinematografica, in base all’esteso sistema di tracciamento realizzato sin dalla nascita della pandemia grazie alla tecnologia: dal 1° febbraio al 20 settembre risultano 49 ingressi al cinema da parte di persone poi risultate positive al Covid-19. Nello stesso periodo sono stati registrati in tutto 31,5 milioni di ingressi al cinema, tuttavia non risulta che alcuno dei 49 spettatori poi risultati positivi abbia trasmesso il virus ad un altro spettatore o dipendente dei cinema.

Altri studi confermano che la sala è uno dei posti al chiuso a più basso rischio di potenziale contagio, ad esempio quello di UC Davis Health o dello Hermann-Rietschel-Instituts der Technischen Universität di Berlino, commissionato dall’associazione tedesca dell’esercizio HDF (“rispetto agli uffici dove si conversa parecchio, gli areosol inalati al cinema sono infinitamente minori, anche nel caso di un film di lunga durata”). Nessun luogo è al 100% sicuro, naturalmente, tuttavia al momento mancano casi di letteratura medica o studi pubblicati che riportino che un cinema sia stato vettore della trasmissione del virus. Robert Lahita del St. Joseph’s Health del New Jersey e del New York Medical College sottolinea che “al cinema si è sicuri al 95% (con il rispetto delle misure di prevenzione)”.

A parte la Cina, il primo contagio noto che ha coinvolto un cinema è avvenuto al Dietrich Theater di Neu-Ulm nel Baden-Württemberg, dove a fine febbraio un 25enne poi risultato positivo è stato tra i primi casi registrati in Germania. Alla proiezione erano presenti 138 spettatori: nessuno dei suoi vicini di posto (tutti tracciati e monitorati) è risultato positivo. Stesso discorso a Singapore, dopo la visita in sala di uno spettatore a metà luglio, poi risultato positivo: la gestione del cinema ha immediatamente annullato i successivi spettacoli e attivato la procedura di sanificazione: nessun caso associato è stato riportato. In almeno un caso, nel Regno Unito, due dipendenti di un multiplex di Wallsend sono risultati positivi al covid: sono stati posti in quarantena e la rapida applicazione del protocollo sanitario ha consentito la prosecuzione dell’attività senza alcun nuovo caso, né tra il pubblico né tra i dipendenti. Analogo discorso in Canada, dove alla positività di alcuni membri dello staff (5 casi tra i 200 cinema oggetto di indagine) non ha fatto seguito alcuna trasmissione di contagio.

Quelli citati sono sinora gli unici casi riportati a livello globale e, lo studio conclude, sugli oltre 100 milioni di spettatori che sono andati al cinema in tutto il mondo dall’inizio della pandemia, non è stato tracciato alcun contagio ricollegabile a nessuna tipologia di sala.

https://celluloidjunkie.com/2020/10/19/cj-analysis-the-number-of-covid-19-outbreaks-traced-to-cinemas-is-zero/