ANEC

"IL RUOLO FONDAMENTALE DEI CINEMA EMERGE IN MOMENTI COME QUESTO"

09/03/2020

“Il decreto del governo ha disposto da ieri la chiusura di tutte le sale cinematografiche in Italia fino al prossimo 3 aprile. È un provvedimento doloroso ma necessario. Che, soprattutto, corregge le ambiguità del decreto precedente. Il cinema si ferma. Punto”. È quanto dichiara Mario Lorini, presidente dell’ANEC, a Rolling Stone. “Quando sarà consentito, l’intero sistema si risolleverà. Perché la situazione attuale non riguarda solo le sale: ci colpisce tutti, dalla produzione alla distribuzione. Anche tanti set sono sospesi”. All’intervistatore che chiede se la chiusura fosse il male minore in questo frangente, Lorini risponde: “Io dico di sì, e non solo per le sacrosante ragioni sanitarie. Il sistema cinema italiano stava regredendo di giorno in giorno. E ogni regione aveva comportamenti troppo diversi in merito a quel che andava fatto. Il decreto precedente, che lasciava una maggiore libertà agli esercenti, portava anche i singoli comuni ad adottare norme proprie. Anche laddove in teoria era consentito proseguire l’attività, alcuni per paura o per precauzione imponevano comunque chiusura. Era tutto troppo confuso”.

“Nell’ultimo anno e mezzo”, ricorda Lorini, “il sistema cinema italiano ha dimostrato una grande unità. Il lavoro che abbiamo svolto con il governo e l’Accademia dei David di Donatello ci ha portati a inventarci Moviement, ovvero il rilancio delle uscite cinematografiche nella stagione estiva. È stato il primo passo per risollevarci dalla crisi del 2018. Prima del 20 febbraio, quando l’emergenza coronavirus ha cambiato tutto, il botteghino italiano mostrava un incremento del 25% rispetto ai primi mesi del 2019. Ora siamo di fronte a una situazione mai vista. La supereremo. Credo nel lavoro di squadra fatto finora, e soprattutto nel pubblico, che ci ha lasciato un messaggio di grande solidarietà prima dello stop. Fino a sabato scorso c’erano ancora 1.500 schermi attivi: gli esercenti non stavano di certo aperti per gli incassi, considerata pure la mancanza di titoli nuovi forti, ma per tenere una luce accesa finché, dal punto di vista della sicurezza sanitaria, era consentito. Gli spettatori hanno risposto”.

Alla domanda se sia possibile uno scenario alternativo, una piattaforma degli esercenti attraverso cui distribuire titoli che fanno fatica a raggiungere l’intero territorio, il presidente ANEC risponde:È un argomento che non mi sento di commentare, soprattutto in questi giorni. Sarebbe come approfittare di un momento così difficile: i mezzi tecnologici per vedere i film a casa esistono già, ora fermerei qualsiasi altra discussione sulle sale e lo streaming. Mettiamo tutto da parte. È arrivato un virus a dirci che dobbiamo smetterla. Anche, purtroppo, di stare insieme. La facilità e la comodità della tecnologia ci hanno portati a sostenere la visione dei film dal divano di casa. Il paradosso è che, ora che a casa ci dobbiamo stare per forza, ci sentiamo reclusi. Io immagino che, quando tutto questo sarà finito, saremo portati naturalmente a far rivivere le sale, che sono prima di tutto luoghi della socialità. Se c’è una cosa che il virus ci sta insegnando, è che cinema e teatri hanno ancora un ruolo fondamentale. Altro che finiti”.