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VENEZIA, FIOCCANO LE INDISCREZIONI

16/07/2019

A circa una settimana dalla conferenza stampa ufficiale, prevista per giovedì 25 luglio al Moderno di Roma, inizia a delinearsi la selezione di Venezia 76, in programma dal 28 agosto al 7 settembre. Perlomeno secondo Variety, la presenza delle Major sarà meno consistente degli ultimi anni (effetto della fusione Disney-Fox?), ad ogni modo sembrano certi l’odissea spaziale Ad astra di James Gray con Brad Pitt, fuori concorso Joker con Joaquin Phoenix e il nuovo Rambo: Last blood, e poi il thriller ambientato nel mondo dell’arte The burnt orange heresy, diretto dall’italiano Francesco Capotondi e interpretato da Donald Sutherland e Mick Jagger.

Sempre forte la presenza delle piattaforme, in particolare Netflix dovrebbe avere il nuovo film di Noah Baumbach con Scarlett Johannsson, Adam Driver e Laura Dern, storia drammatica su un divorzio; The Pope di Fernando Meirelles con Jonathan Pryce (Papa Francesco) e Anthony Hopkins (Benedetto XVI), The King di David Michod che adatta diverse opere di Shakespeare con Timothée Chalamet, Robert Pattinson, Lily-Rose Depp (ScreenDaily menziona anche Panama papers di Steven Soderbergh, con Gary Oldman e Meryl Streep). Non dovrebbe esserci Scorsese con il suo The Irishman (neanche il film Warner Il cardellino, e Gemini Man di Ang Lee). Amazon Studios dovrebbe avere Aeronauts di Tom Harper, con Eddie Redmayne e Felicity Jones riuniti dopo La teoria del tutto e forse il thriller politico Against all enemies di Benedict Andrews, con Kristen Stewart nel ruolo dell’attrice Jean Seberg.

Il cinema europeo dovrebbe schierare Robert Guediguian con Gloria Mundi, Philippe Garrel con Le sel des larmes, Roman Polanski J’accuse con Jean Dujardin, Emmanuelle Seigneur e Louis Garrel nel ruolo del capitano Dreyfus. Probabili anche il ceco Vaclav Marhoul con l’adattamento del romanzo sull’Olocausto di Jerzy Kosinski The painted bird (nel cast Stellan Skarsgard, Julian Sands e Harvey Keitel) e il film concerto di Roger Waters Us + Them. E ancora, il ritorno dello svedese Roy Andersson (Leone d’oro 2014) con About endlessness, Ema di Pablo Larrain, Wasp network di Olivier Assayas, Willow di Milcho Manchevsky. Dall’Asia Hirokazu Kore-eda che ha girato in Francia La vérité, interpretato da Catherine Deneuve, Juliette Binoche ed Ethan Hawke; il debutto nell’animazione di Yonfan, No. 7 Cherry Lane, storia di un triangolo amoroso; Lou Ye con il thriller in bianco e nero Saturday fiction, che vede Gong Li nel ruolo di un’attrice nella Cina sotto occupazione giapponese, ammesso che riceva il visto in patria.

Per l’Italia sembra fatta per Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone, Martin Eden di Pietro Marcello, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (biografia del pittore Antonio Ligabue con Elio Germano) e il dramma sulla crisi economica Effetto domino di Alessandro Rossetto. Non si escludono due anticipazioni delle serie tv The new Pope di Paolo Sorrentino e Zero zero zero di Stefano Sollima, mentre ScreenDaily menziona l’esordio Sole di Carlo Sironi (in Orizzonti?) e, alle Giornate degli Autori, 5 è il numero perfetto di Igort e forse Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani.

Altre possibilità menzionate da ScreenDaily: da Fox Searchlight la satira hitleriana Jojo Rabbit di Taika Waititi, Wendy di Benh Zeitlin, Nomadland di Chloe Zhao con Frances McDormand. Guest of honor di Atom Egoyan, The Breitner commando di Abdel Raouf Dafri (sceneggiatore di Un profeta), le uniche donne regista Alice Winocour con Proxima (nel cast Eva Green astronauta e Matt Dillon) e Billie Piper che dirige Lily James e David Thewlis in Rare beasts e ancora The true history of the Kelly Gang di Justin Kurzel, The song of names di François Girard con Clive Owen e Tim Roth, il biopic Judy con Renée Zellweger.