ANEC

IL RICORDO DI DON EMILIO MAYER

05/01/2018

Si è spento il 2 gennaio don Emilio Mayer, presidente dell’ACEC dal 1981 al 1999 e direttore del SAS (Servizio Assistenza Sale) di Bergamo dal 1965 al 2008. “Come prete”, raccontava, “sono partito da un cinema considerato ricreazione e divertimento per scoprirne poi la componente culturale e pastorale”. Il prete del cinema, come era chiamato, aveva scoperto la propria vocazione all’età di sette anni, folgorato da Bergman. Da lì in poi la passione per la Settima Arte non l’aveva più abbandonato. Negli anni don Mayer è stato promotore dei cineforum che si sono via via diffusi nelle Sale della Comunità lombarde: conduceva anche quattro incontri alla settimana, a discutere di cinema di qualità in parrocchie sperdute nella nebbia o in sale di città assediate dai cinepanettoni. Con l’ostinata convinzione che il cinema possa intercettare tutti gli uomini, captare il segno dei tempi, aprire al dialogo don Emilio Mayer amava ripetere che “se in chiesa parla solo il sacerdote nelle sale dei nostri oratori parla anche la gente. Molto spesso ho visto partecipare ai cineforum, anche attivamente, persone che non avevano mai messo piede in chiesa”. Come ricorda don Adriano Bianchi, Presidente dell’ACEC: “Don Emilio Mayer è stato un prete di frontiera  sul versante della comunicazione e ci teneva molto che anche i giovani preti fossero introdotti all’arte cinematografica, che riteneva fondamentale per il loro cammino di formazione”. Francesco Giraldo, Segretario Generale ACEC, ricorda che sotto la scorza di un carattere apparentemente ruvido si celava una umanità sensibile e una fede inquieta di chi è sempre alla ricerca di risposte mai consolatorie, come era del resto per i film che don Emilio prediligeva”.

Don Mayer è stato vicino alla FICE, inoltre, sin dalla sua fondazione nel 1980.