ANEC

AUTORI E PRODUTTORI SULLE BOZZE DI DECRETI ATTUATIVI

14/04/2017

Molte preoccupazioni e la speranza che i decreti attuativi del ddl Franceschini sul cinema e l'audiovisivo possano essere cambiati. 
Li esprime il nuovo fronte unitario del cinema e dell'audiovisivo italiano che si riunito alla Casa del Cinema di Roma. Un fronte che rappresenta le istanze di autori, registi, produttori, distributori, critici, festival, promozione e industrie tecniche compatti e rappresentati da tutte le sigle degli autori: ANAC, 100 Autori e WGI, le sigle della produzione e distribuzione indipendente: AGPCI e CNA PMI e le sigle di critici e festival SNCCI e AFIC. 
Questa rappresentanza del comparto cine-audiovisivo italiano si riunita d'urgenza a seguito dell'esame delle prime bozze di alcuni fra i decreti attuativi della nuova legge cinema e del primo incontro con il neo insediato Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo. 
Molte le preoccupazioni. In primis le definizioni di 'Produttore Indipendente', 'Distributore Indipendente' e 'Film Difficile', fondamentali per una legge che anche secondo gli schemi europei dovrebbe sostenere i prodotti di qualità innovativi e di sperimentazione e le aziende indipendenti che in tutto il mondo ne sono il chiaro motore di sviluppo. 
Le definizioni presenti, secondo gli operatori del settore, permetteranno a quasi la totalità delle imprese di qualificarsi come 'indipendenti' e tutti i film come 'difficili' e di conseguenza potranno ricevere la massima intensità di aiuti di Stato senza una corretta segmentazione di mercato. "Per quanto riguarda il cortometraggio - si legge nella nota - si prevedendo requisiti difficilmente realizzabili che ridurranno drasticamente la produzione di corti, indispensabile palestra per i giovani registi e produttori". 
"Le norme attuative per favorire la scrittura e lo sviluppo dei progetti risultano inefficaci, rimangono sostanzialmente invariate rispetto al passato e disattendono quel ruolo propulsivo che il legislatore gli ha invece attribuito nell'articolato della nuova legge", prosegue la nota. In ultima le norme sul credito d'imposta assegnano "tetti estremamente elevati per impresa (16 milioni annui, pari ad oltre il 9,4% della spesa complessiva nell'anno 2016) con la totale assenza di una definizione o un tetto previsti per i gruppi (con più imprese collegate)", tutte le associazioni presenti all'assemblea hanno sostenuto che "il provvedimento determinerà la contrazione del numero d'imprese che nei prossimi anni potranno operare nel settore dell'audiovisivo in quanto l'assegnazione dei fondi riguarderà al massimo una decina di aziende". 
Nell'attesa di analizzare tutti gli altri decreti, ANAC, 100autori, WGI, AGPCI, CNA PMI, SNCCI e AFIC, che hanno espresso le stesse "preoccupazioni al Consiglio Superiore del Cinema e dell'audiovisivo - in particolare per la linea di tendenza che allontana la legge dal dettato delle direttive europee, sia per il rispetto del principio di "eccezione culturale" che in materia di aiuti di Stato - unitariamente hanno chiesto con la massima urgenza un incontro al ministro Dario Franceschini insieme con il direttore generale Nicola Borrelli e si sono riservati la possibilità di adottare tutte le opportune iniziative presso le istituzioni competenti, sia in sede nazionale che europea, prima fra tutte l'Antitrust", conclude la nota.