| Pirateria audiovisiva oggi |
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Ecco le proposte dell'Esercizio Cinematografico in tema di Pirateria Audiovisiva Pirateria audiovisiva oggi Analisi e proposte dell'esercizio cinematografico italiano Il dibattito sul tema della duplicazione abusiva delle opere protette dal diritto d'autore è ormai talmente approfondito che si può dare per scontato, acquisito un quadro di riferimento generale preciso:
In questo quadro devono inserirsi, verrebbe da dire pariteticamente
Il progetto di legge francese Tra le misure più organicamente previste in questa direzione va annoverato il progetto di legge elaborato in Francia dal Governo, partendo dal "rapporto Olivennes" sulla materia (autunno 2007) e recentemente approvato dal Senato di quel Paese, con una schiacciante maggioranza bipartisan (297 voti favorevoli e 15 contrari) e attualmente in attesa di essere esaminato dalla Assemblea Nazionale. Il Senato ha leggermente modificato la originaria impostazione del progetto di legge pur rimanendo fondamentale l'approccio "pedagogico" al problema con la collaborazione dei provider internet. Alla prima infrazione il contravventore riceve un avviso e mail che gli notifica l'illecito comportamento e lo invita a desistere; alla seconda infrazione viene notificata una lettera cartacea di formale diffida mentre alla terza infrazione l'utente verrà privato della connessione a internet per un anno (al massimo). Su proposta del ministro delle Finanze è stata anche prevista la possibilità alternativa di una sanzione economica sulla base della valutazione di una Alta Autorità che viene appositamente costituita per vigilare sulla applicazione della legge (HADAOPI - Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su internet). E' stata anche inserita la possibilità che in caso di sospensione della connessione a internet, alcuni servizi come la posta elettronica e l'instant messanging possono essere mantenuti attivi.
La situazione in Gran Bretagna Del tutto analoga la situazione in Gran Bretagna, dove il Governo, prospettando la possibilità di un intervento legislativo, ha ottenuto dai principali provider internet del Paese l'accordo ad adottare un meccanismo di rilevamento delle illegalità e di diffida da parte degli stessi provider nei confronti degli utenti dediti ad attività illecite. British Telecom, Virgin Media, Orange, Tiscali, BskyB e Carphone Warehouse parteciperanno al progetto. Sono in corso di elaborazione delle norme regolamentari comuni a tutti gli internet provider ma si ritiene che sarà adottato il meccanismo dei tre avvertimenti e della successiva limitazione dell'accesso alla rete. Il governo britannico ha contestualmente invitato le major discografiche e gli operatori del settore dell'intrattenimento ad ampliare l'attuale scelta commerciale online, rendendo la vendita di musica e film maggiormente concorrenziale e vantaggiosa per gli utenti. Iniziative, anche legislative, similari sono allo studio anche in altri paesi europei.
La situazione nell'Unione Europea Più complessa la situazione in sede di Unione Europea. Il 24 settembre scorso, nell'ambito del più generale 'pacchetto telecom', il Parlamento europeo ha approvato una sorta di 'censura preventiva' nei riguardi del progetto francese, approvando a grandissima maggioranza (573 voti contro 74) l'emendamento 138 in cui si chiede ai regolatori nazionali di applicare il principio secondo il quale, salvo che in caso di minaccia per la pubblica sicurezza, "nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali, senza la previa autorizzazione delle autorità giudiziarie, segnatamente in accordo con l'Art. 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue sulla libertà d'espressione e d'informazione". L'Europarlamento considera che l'allacciamento a internet fa parte della libertà d'espressione, e non può essere negato solo per evitare atti di pirateria informatica. Nella complessa procedura di approvazione della emanazione di normative a livello europeo, in un primo momento la Commissione - attraverso il commissario responsabile, Viviane Reding - aveva dichiarato sostanzialmente irricevibili le pressioni della Francia per una bocciatura dell'emendamento 138, ma successivamente la situazione sembra essersi modificata. Il Commissario europeo per la protezione dei consumatori, Meglena Kuneva, ha infatti annunciato che la Commissione europea esaminerà la proposta francese per la regolamentazione del peer-to-peer. "...La Commissione vuole cercare un equilibrio tra la libertà di informazione e il diritto d'autore al fine di sviluppare politiche efficaci contro la pirateria online - ha sottolineato la Kuneva -. Valuteremo la situazione Paese per Paese perché le legislazioni dei singoli Stati sul peer-to-peer e le conseguenti sanzioni non sono le stesse ovunque". Le proposte dell'esercizio In conseguenza del quadro generale delineato, l'esercizio cinematografico italiano si attende per il prossimo futuro:
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