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Pirateria audiovisiva oggi
Ecco le proposte dell'Esercizio Cinematografico in tema di Pirateria Audiovisiva

Pirateria audiovisiva oggi

Analisi e proposte dell'esercizio cinematografico italiano

Il dibattito sul tema della duplicazione abusiva delle opere protette dal diritto d'autore è ormai talmente approfondito che si può dare per scontato, acquisito un quadro di riferimento generale preciso:

  • l'individuazione della duplicazione abusiva non solo come un fatto illegale, ma come un reato spesso connesso, nella duplicazione su supporto digitale, con la criminalità organizzata (emblematica la recentissima notizia della camorra che a Napoli vende illegalmente un film anti - camorra)

  • la consapevolezza, per quanto riguarda il download illegale, di una sorta di deriva libertaria che considera lo scambio on line non solo come un peccato veniale, non come la violazione di un diritto (il diritto d'autore) ma addirittura come l'affermazione di un proprio diritto, quello di una malintesa "gratuità della cultura" (la stessa che ha recentemente portato alcuni esponenti della protesta studentesca a richiedere la gratuità di accesso alle sale cinematografiche)

  • la indiscutibile evidenza, al di là delle effettive quantificazioni, di un danno economico per l'industria culturale (espressione che non può essere intesa in senso negativo) e del pericolo che da tale danno economico derivi un impoverimento delle possibilità di esistenza della produzione di cultura

  • la possibilità, per combattere la pirateria, di inserire il download nella successione degli strumenti di diffusione delle opere dell'ingegno, in una scalarità che rispetti le caratteristiche e le esigenze dei singoli segmenti di diffusione - e che non modifichi il vigente assetto della "cronologia dei media" (le cosiddette "window") su cui poggia il sistema audiovisivo a livello mondiale.

In questo quadro devono inserirsi, verrebbe da dire pariteticamente

  1. da una parte gli sforzi tesi a perseguire i comportamenti illeciti e a dare effettiva applicazione alle norme che già esistono, particolarmente per quanto riguarda il coordinamento delle forze dell'ordine e la lotta alla criminalità organizzata

  2. dall'altra alla prevenzione, attraverso la predisposizione di strumenti adeguati ad una effettiva penetrazione, soprattutto nel pubblico dei giovani, della consapevolezza della illiceità di certi comportamenti e del danno effettivo che viene posto in essere non solo in senso generale, ma direttamente nei confronti di quegli autori e interpreti le cui opere vengono impropriamente utilizzate

Il progetto di legge francese

Tra le misure più organicamente previste in questa direzione va annoverato il progetto di legge elaborato in Francia dal Governo, partendo dal "rapporto Olivennes" sulla materia (autunno 2007) e recentemente approvato dal Senato di quel Paese, con una schiacciante maggioranza bipartisan (297 voti favorevoli e 15 contrari) e attualmente in attesa di essere esaminato dalla Assemblea Nazionale.

Il Senato ha leggermente modificato la originaria impostazione del progetto di legge pur rimanendo fondamentale l'approccio "pedagogico" al problema con la collaborazione dei provider internet. Alla prima infrazione il contravventore riceve un avviso e mail che gli notifica l'illecito comportamento e lo invita a desistere; alla seconda infrazione viene notificata una lettera cartacea di formale diffida mentre alla terza infrazione l'utente verrà privato della connessione a internet per un anno (al massimo). Su proposta del ministro delle Finanze è stata anche prevista la possibilità alternativa di una sanzione economica sulla base della valutazione di una Alta Autorità che viene appositamente costituita per vigilare sulla applicazione della legge (HADAOPI - Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su internet). E' stata anche inserita la possibilità che in caso di sospensione della connessione a internet, alcuni servizi come la posta elettronica e l'instant messanging possono essere mantenuti attivi.

 

La situazione in Gran Bretagna

Del tutto analoga la situazione in Gran Bretagna, dove il Governo, prospettando la possibilità di un intervento legislativo, ha ottenuto dai principali provider internet del Paese l'accordo ad adottare un meccanismo di rilevamento delle illegalità e di diffida da parte degli stessi provider nei confronti degli utenti dediti ad attività illecite. British Telecom, Virgin Media, Orange, Tiscali, BskyB e Carphone Warehouse parteciperanno al progetto.

Sono in corso di elaborazione delle norme regolamentari comuni a tutti gli internet provider ma si ritiene che sarà adottato il meccanismo dei tre avvertimenti e della successiva limitazione dell'accesso alla rete. Il governo britannico ha contestualmente invitato le major discografiche e gli operatori del settore dell'intrattenimento ad ampliare l'attuale scelta commerciale online, rendendo la vendita di musica e film maggiormente concorrenziale e vantaggiosa per gli utenti.

Iniziative, anche legislative, similari sono allo studio anche in altri paesi europei.

 

La situazione nell'Unione Europea

Più complessa la situazione in sede di Unione Europea. Il 24 settembre scorso, nell'ambito del più generale 'pacchetto telecom', il Parlamento europeo ha approvato una sorta di 'censura preventiva' nei riguardi del progetto francese, approvando a grandissima maggioranza (573 voti contro 74) l'emendamento 138 in cui si chiede ai regolatori nazionali di applicare il principio secondo il quale, salvo che in caso di minaccia per la pubblica sicurezza, "nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali, senza la previa autorizzazione delle autorità giudiziarie, segnatamente in accordo con l'Art. 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue sulla libertà d'espressione e d'informazione". L'Europarlamento considera che l'allacciamento a internet fa parte della libertà d'espressione, e non può essere negato solo per evitare atti di pirateria informatica.

Nella complessa procedura di approvazione della emanazione di normative a livello europeo, in un primo momento la Commissione - attraverso il commissario responsabile, Viviane Reding - aveva dichiarato sostanzialmente irricevibili le pressioni della Francia per una bocciatura dell'emendamento 138, ma successivamente la situazione sembra essersi modificata.

Il Commissario europeo per la protezione dei consumatori, Meglena Kuneva, ha infatti annunciato che la Commissione europea esaminerà la proposta francese per la regolamentazione del peer-to-peer.

"...La Commissione vuole cercare un equilibrio tra la libertà di informazione e il diritto d'autore al fine di sviluppare politiche efficaci contro la pirateria online - ha sottolineato la Kuneva -. Valuteremo la situazione Paese per Paese perché le legislazioni dei singoli Stati sul peer-to-peer e le conseguenti sanzioni non sono le stesse ovunque".

Le proposte dell'esercizio

In conseguenza del quadro generale delineato, l'esercizio cinematografico italiano si attende per il prossimo futuro:

  1. che il Governo italiano si adoperi in sede di Unione europea per la difesa della posizione francese quale mezzo efficace di lotta alla pirateria e per la emanazione di normative comunitarie di analogo orientamento

  2. che il Governo italiano promuova in ambito comunitario un organismo di coordinamento delle forze dell'ordine, in special modo di quelle specificamente addette alla lotta ai reati on line, per un più efficace contrasto sia del download illegale che delle infiltrazioni della criminalità organizzata

  3. che il Governo italiano promuova un coordinamento analogo a quello del punto precedente tra le forze dell'ordine a livello nazionale e promuova per quanto possibile la istituzione di sezioni specializzate presso i tribunali per il contrasto della pirateria informatica

  4. che il Governo italiano promuova il varo di una legislazione di dissuasione analoga a quella in fase di approvazione in Francia , in via subordinata, promuova intese tra provider analoghe a quelle in atto in Gran Bretagna.

Dicembre 2008